
Ci sono libri che arrivano come una carezza inattesa, altri che invece ti scuotono nel profondo, costringendoti a fermarti e a guardarti dentro. Per tutte le altre destinazioni di Sualzo,edito Tunue, appartiene a questa seconda categoria: una graphic novel che non si limita a raccontare una vicenda autobiografica, ma che diventa uno specchio in cui riconoscersi, soprattutto se ci si è sentiti, almeno una volta, fuori posto o “diversi”.
Siamo nel 1996: Sebastiano, per evitare la leva obbligatoria, sceglie il servizio civile e viene mandato in un piccolo paese della Toscana. Il suo compito è assistere persone che convivono con disagio psichico, disabilità o malattie terminali. Un incarico tutt’altro che semplice, che lo costringe a guardare negli occhi non solo la sofferenza degli altri, ma anche la propria: gli attacchi di panico che riaffiorano, le passioni abbandonate per la musica e il disegno, la relazione con la fidanzata che sembra sgretolarsi.
La forza di questo libro sta nella sua delicatezza. Sualzo non edulcora né drammatizza: racconta, con uno sguardo limpido e onesto, la quotidianità di chi vive ai margini, mostrando come proprio da questi incontri possano nascere piccole rivelazioni capaci di cambiare prospettiva. Quei “matti” che all’inizio appaiono distanti e incomprensibili diventano invece guide silenziose: attraverso le loro parole e i loro gesti, Sebastiano impara a guardare sé stesso con più lucidità. È un ribaltamento sorprendente e necessario: chi dovrebbe ricevere aiuto diventa spesso colui che lo offre.

Fondamentale è il modo in cui questa storia prende vita sulla pagina. Il tratto morbido e umano di Sualzo restituisce autenticità ai volti e ai gesti quotidiani, senza mai cadere nella caricatura. Le tavole respirano un ritmo intimo: una stanza in penombra, un letto sfatto, un pacchetto di sigarette, una lettera lasciata sul tavolo. Dettagli minimi che costruiscono un tessuto emotivo palpabile.
Anche i colori raccontano: nei blu e nei verdi della notte si percepiscono la solitudine e l’ansia, il bisogno di una parola che non arriva; nei marroni e negli aranci delle passeggiate diurne emerge invece un calore diverso, quello di una campagna toscana che avvolge e consola. È un continuo gioco di luci e ombre che accompagna il percorso del protagonista, trasformando ogni pagina in una piccola esperienza sensoriale.
A incorniciare i capitoli, le poesie di Silvia Vecchini offrono pause di respiro, momenti di sospensione che ampliano il senso della narrazione e invitano a sedimentare le emozioni. Versi brevi e intensi che aggiungono profondità al cammino di Sebastiano, e al tempo stesso al nostro.
Per tutte le altre destinazioni non è solo un memoir né una riflessione sulla salute mentale: è una storia di crescita, di paura e di coraggio. Parla della difficoltà di smettere di fuggire, del bisogno di riconciliarsi con sé stessi e della possibilità di scegliere, finalmente, di vivere pienamente. È un invito a guardare oltre le etichette che la società ci impone e a comprendere che la diversità non è una minaccia, ma una lente preziosa con cui osservare la realtà. Dolceamaro, intimo e necessario, questo libro lascia nel lettore la sensazione di aver camminato accanto a Sebastiano, condividendo con lui paure, cadute e piccole rinascite. Una lettura che non si dimentica e che consiglio a chiunque voglia fermarsi un attimo a chiedersi:
Chi sono davvero? E che cosa voglio dalla mia vita?
Chi è Sualzo?

Antonio “Sualzo” Vincenti (Perugia, 1969) è autore e illustratore che collabora con diverse case editrici sia italiane che straniere. Con Fiato sospeso, scritto da Silvia Vecchini e pubblicato da Tunué, ha vinto il Premio Boscarato 2012 come “Miglior fumetto per bambini e ragazzi.” Con Tunué ha pubblicato anche Forse l’amore, nel 2017, sempre con Silvia Vecchini. Con il graphic novel L’improvvisatore (Rizzoli-Lizard, 2009) ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura del Festi’BD di Moulins 2009 ed è stato tra i cinque finalisti del Premio Micheluzzi 2010. Per Bao Publishing pubblica nel 2013 Fermo e nel 2016, ancora in collaborazione con Silvia Vecchini, Una cosa difficile. Il sodalizio è proseguito anche nel 2017, quando insieme hanno pubblicato con Topipittori Telefonata con il pesce, Isabella & Co. Il mistero dei pesci mutanti con Mondadori e con Bacchilega Editore Le cose così come sono. Sempre con Bacchilega, nel 2019 ha pubblicato Il pallone di cuoio, scritto da Nicola Lucchi. Con Il Castoro, poi, Sualzo e Vecchini hanno pubblicato nel 2017 La zona rossa, che nel 2018 ha vinto il Premio Attilio Micheluzzi come “Miglior libro a fumetti per ragazzi”, nel 2019 21 giorni alla fine del mondo e, nel 2021, Quello nuovo e Le parole possono tutto (Premio Laura Orvieto 2021, Premio Liber “Miglior Libro 2021”, Premio Attilio Micheluzzi 2022 “Miglior sceneggiatura”). Nel 2020, con Bompiani, Sualzo e Vecchini pubblicano Prima che sia notte, finalista al Premio Strega 2021 nella sezione “Ragazze e ragazzi 11+”. Nel 2021 cura gli artwork di Eroe guasto, scritto da Antonio Ferrara e pubblicato da Settenove, e illustra l’edizione italiana di Anne Frank. La mia vita di Mirjam Pressler pubblicata da Sonda (tradotta da Simone Buttazzi). Nel 2022, con Il Battello a Vapore e in collaborazione con Lodovica Cima, Sualzo pubblica Cinque volte un libro, e nello stesso anno, di nuovo con Silvia Vecchini, pubblica Maschi contro femmine con Mondadori. Sempre nel 2022, insieme a Teo Musso, pubblica Beer revolution con Star Comics. Tra le sue collaborazioni, il progetto Disegni DiVersi con la trasmissione radiofonica di Radio2 Caterpillar.
Si ringrazia sentitamente la casa editrice per averci fornito la copia ARC per questa recensione
