Uno dei lavori più difficili (e duraturi) al mondo è quello del genitore. Non si studia per diventare genitore. Non si fa nessun master o corso di specializzazione. Lo si diventa e basta. Da un giorno all’altro ti devi occupare di un altro essere vivente, fino a quando quest’ultimo diventerà autonomo e autosufficiente (nel migliore dei casi).

I protagonisti della nostra storia sono una coppia di genitori che attendono l’arrivo, da lì a poco, della loro prima figlia. Assisteremo ai loro grandi progetti, ai sogni e alle ambizioni verso chi ancora alloggia nell’utero materno. Man mano che la storia prenderà il via noteremo come i dubbi, i pensieri e le domande emergano nell’animo dei genitori: è giusto far nascere dei figli in un mondo che promette violenza e dolore?
È realmente giusto far crescere dei figli in una società che emargina il diverso e deride il prossimo?
La coppia cadrà in un baratro di tristezza e negatività che, per un bel periodo, li porterà agli antipodi.

Un figlio eccezionale è sicuramente una lettura per un pubblico ben specifico e definito, che con un tocco del tutto inusuale ed emotivo tocca una delle tematiche più fragili e delicate. Ci spiega come sia davvero difficile diventare genitori e di come si posa esserlo anche in una società poco collaborativa e inclusiva. Un figlio eccezionale è sicuramente una storia struggente, dal gusto dolceamaro che saprà regalarvi qualche sorriso e lacrima. Ancora una volta la collana Aiken ha fatto breccia nei nostri cuori ed eccede tutte le aspettative. Una storia brillante, matura e suggestiva.
Chi è Miki Yamamoto?
Miki Yamamoto (1986) è mangaka, illustratrice e docente di Arte e Design all’Università di Tsukuba. Ha debuttato nel 2011 con il silent book illustrato Bakudan ni ribon, per poi dedicarsi alla pubblicazione di Sunny Sunny Ann! (2011) sulla rivista “Morning”, opera che le è valsa il Creative Award/New Artist Prize durante la 17esima edizione dei Premi Tezuka. Le sue opere più recenti How are you? (2014) e Un figlio eccezionale (2020) sono state selezionate e premiate nell’ambito del Japan Media Arts Festival.
Si ringrazia sentitamente la casa editrice per averci fornito la copia ARC per questa recensione.
