“Due anni di vacanze”, adattamento a fumetti del classico romanzo di Jules Verne, si distingue per la maestria narrativa e visiva che riporta in auge l’avventuroso spirito verniano. Pubblicato originariamente nel 1888, il racconto di Verne di giovani naufraghi su un’isola deserta viene rivisitato da Frédéric Brrémaud e Philippe Chanoinat con una fedeltà al testo che rispetta la trama originale, mentre i disegni di Hamo trasformano la storia in un’esperienza visiva immersiva e vibrante.
Visivamente il lavoro di Hamo sugli artwork merita una menzione particolare. I disegni non sono solo un piacere per gli occhi ma funzionali al racconto, enfatizzano momenti di tensione, paura, allegria e cooperazione con una palette di colori che varia in base alle tonalità emotive delle scene. I colori vivaci durante le scene di esplorazione contrastano con i toni più scuri e minacciosi nei momenti di pericolo o disperazione, creando un ritmo visivo che accresce l’immersione nella storia. Ogni frame del fumetto è ricco di dettagli, dalla rappresentazione accurata delle espressioni facciali alla complessa ambientazione dell’isola, che aggiunge profondità e realismo all’esperienza di lettura. L’illustrazione della fauna e della flora dell’isola, così come le intricate strutture costruite dai ragazzi, dimostrano una ricerca minuziosa e una dedizione all’autenticità che arricchiscono la narrativa.
Un altro elemento che risalta nelle pagine di questo fumetto è la dinamica di gruppo e il modo in cui viene visualizzata. La divisione tra i personaggi e le eventuali riconciliazioni sono rappresentate con una chiarezza che trascende il testo, facendo affidamento sul potere delle immagini per comunicare stati emotivi complessi e cambiamenti nelle alleanze. Si ringrazia sentitamente la casa editrice per averci fornito la copia ARC per questa recensione.


